Termini esame olfattivo di un vino

Termini esame olfattivo di un vino
Termini esame olfattivo di un vino

Termini esame olfattivo di un vino

Intensità

L’intensità prevede 5 termini: carente (la percezione di sensazioni odorose è troppo bassa per poterle distinguere). Poco intenso (i profumi sono appena percepibili ma insufficienti per poterne fare un’analisi precisa). Abbastanza intenso (c’è una discreta percezione dei profumi, se ne cominciano a distinguere le caratteristiche). Intenso (le sensazioni odorose sono molto pronunciate). Molto intenso (è l’apice della percezione olfattiva, i profumi sono avvolgenti e ben caratterizzati).

 

Termini esame olfattivo di un vino Persistenza

E’ rappresentata dalla durata e dalla sequenza della scansione olfattiva. I termini utilizzati sono 5: carente (la successione dei profumi è decisamente scarsa e di brevissima durata, tale da non consentire alcun riconoscimento), poco persistente (i sentori sono appena percepibili e di breve durata). Abbastanza persistente (sufficiente successione delle sensazioni olfattive per una durata di alcuni secondi), persistente (insieme articolato di percezioni nitide per molti secondi), molto persistente (la successione è molto variegata e complessa e molto duratura).

Termini esame olfattivo di un vino Qualità

E’ la sintesi del giudizio dato all’intensità e alla persistenza; alle due voci precedenti si aggiungono una serie di valori che comprendono la gradevolezza, la tipicità, la franchezza e la finezza. I termini utilizzati sono 5. Comune (il profumo è scadente, privo di qualsiasi pregio, tutt’altro che gradevole), poco fine (il profumo è vicino alla mediocrità, la franchezza è mascherata), abbastanza fine (sufficiente fine e gradevole, anche se si percepiscono alcune sensazioni non del tutto pulite). Fine (profumo distinto, gradevole, franco ed equilibrato; assenza di difetti), eccellente (tipicità dei profumi e grande personalità).

Descrizione

Termini esame olfattivo di un vino

Aromatico (in quel vino in cui sono ben evidenti gli aromi varietali, cioè propri delle uve d’origine; è il caso dei vini da uve aromatiche quali i moscati, le malvasie, il gewürztraminer, il brachetto ecc.), vinoso (tipico dei vini giovani, nei quali sono ancora ben percepibili i sentori che ricordano le cantine di vinificazione). Floreale (qui vengono raggruppati tutti quei profumi che ricordano i fiori, nelle loro varie fasi, freschi e profumati, secchi, appassiti ecc.), fruttato (qui vengono raggruppati tutti quei profumi che ricordano i frutti nelle varie fasi di maturazione, fino a ricordare le confetture, le marmellate, la frutta secca o passita, ecc.). Franco (è il profumo pulito, netto, senza possibilità di essere mascherato da altre sensazioni), fragrante (ricorda la freschezza floreale o fruttata, tipica di alcuni vini giovani bianchi e rossi, oppure gli aromi della crosta di pane, spesso presenti negli spumanti metodo classico).

Concludendo

Erbaceo (racchiude i profumi “verdi”, da quelli di erba tagliata, a quelli più vegetali di peperone verde, foglia di pomodoro, mallo di noce, muschio, ecc.). Speziato (è un insieme di profumi spesso ritrovabile nei vini bianchi e rossi che hanno subito un certo periodo di maturazione in botti di legno. La gamma delle spezie è molto ampia e va dalla noce moscata ai chiodi di garofano, dalla liquirizia al cacao, dal pepe alla cannella). Etereo (è una caratteristica di quei vini invecchiati, nei quali gli aromi varietali hanno man mano ceduto il passo a profumi più complessi e compositi; questi profumi sono prodotti da composti quali gli eteri e gli esteri). Ampio (è l’espressione di quei vini che hanno raggiunto la massima complessità, per i quali si usano aggettivi come “bouquet”, per identificare la grande varietà di percezioni fini e particolari, che solo i grandi vini invecchiati possono possedere).

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