L’osteoporosi è una condizione spesso sottovalutata, ma che può compromettere in modo serio la qualità della vita, soprattutto dopo i 60 anni.
Si tratta di una condizione in cui le ossa diventano più fragili, sottili, vulnerabili… una semplice caduta può trasformarsi in un lungo ricovero o, peggio, in una perdita di autonomia.
Per questo motivo, adottare buone abitudini prima dell’arrivo della terza età è fondamentale: iniziare presto significa difendere oggi ciò che ci servirà domani: la forza di camminare, alzarsi dal letto, abbracciare un nipote, vivere in casa propria.
Chi lavora nell’ambito dell’assistenza domiciliare a Brescia lo sa bene: la fragilità ossea non riguarda solo le fratture, ma tocca anche la sfera emotiva e familiare di chi ne soffre.
Una persona anziana che ha paura di cadere smette di uscire, si isola, perde sicurezza…prevenire l’osteoporosi significa quindi prendersi cura non solo del corpo, ma anche del benessere mentale e sociale dell’individuo.
Cos’è l’osteoporosi e perché è così comune nella terza età?
L’osteoporosi è una malattia cronica caratterizzata da una progressiva diminuzione della densità ossea. Le ossa, meno robuste, diventano più porose e quindi soggette a fratture anche in seguito a piccoli urti. Le aree più colpite sono in genere le vertebre, il femore e il polso.
I principali fattori di rischio includono l’avanzare dell’età, la menopausa, una scarsa assunzione di calcio e vitamina D, il fumo, la sedentarietà e alcune terapie farmacologiche (come i corticosteroidi). Colpisce in particolare le donne, ma non risparmia gli uomini. L’aspetto insidioso è che spesso ci si accorge di soffrire di osteoporosi solo dopo una frattura.
Per questo è fondamentale agire in anticipo: fare prevenzione quando ancora ci si sente in forma, quando si può scegliere consapevolmente uno stile di vita che protegga il corpo nel tempo.
Consigli per prevenire l’osteoporosi prima della terza età
La prevenzione dell’osteoporosi si basa su alcune scelte semplici ma fondamentali: non servono sforzi eroici, ma costanza, consapevolezza e il supporto delle persone giuste.
Ecco le abitudini da adottare con continuità:
- Alimentazione ricca di calcio: latte e derivati (come yogurt e formaggi magri), verdure a foglia verde (broccoli, cavoli), mandorle e legumi sono grandi alleati delle ossa.
- Vitamina D: favorisce l’assorbimento del calcio e si assume attraverso l’esposizione al sole, il pesce grasso (salmone, sgombro), le uova e gli integratori su prescrizione medica.
- Attività fisica regolare: anche una semplice camminata di 30 minuti al giorno, esercizi dolci o ginnastica posturale migliorano il tono muscolare e rafforzano lo scheletro.
- Stop al fumo e riduzione dell’alcol: entrambi accelerano il deterioramento osseo e aumentano il rischio di cadute e fratture.
- Controlli medici regolari: esami del sangue, MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata) e valutazioni ortopediche permettono di monitorare la salute delle ossa.
- Sicurezza in casa: tappeti fissati, corrimano, luci notturne e ambienti ordinati aiutano a ridurre il rischio di cadute domestiche.
In caso di sospetta osteopenia o osteoporosi già diagnosticata, è importante seguire i protocolli terapeutici consigliati dal medico, che possono includere farmaci specifici, fisioterapia e supporto nutrizionale.
L’importanza del supporto familiare e dell’assistenza professionale per chi soffre di osteoporosi
Quando una persona anziana inizia a mostrare difficoltà nei movimenti, perdita di equilibrio o timore di uscire, è il momento di intervenire e di fare degli esami per ottenere una diagnosi il prima possibile.
In queste situazioni, comunque, anche l’assistenza domiciliare diventa uno strumento prezioso non solo per prevenire la sindrome da allettamento o le cadute, ma anche per aiutare l’anziano a mantenere la propria autonomia.
I servizi di assistenza domiciliare di norma offrono supporto con operatori specializzati (OSS, badanti, fisioterapisti, infermieri), in grado di affiancare il paziente in modo continuativo o personalizzato. Tra i principali benefici:
- Aiuto nei movimenti quotidiani e nella deambulazione sicura;
- Supporto per l’igiene personale e la preparazione dei pasti;
- Stimolazione all’attività fisica dolce e regolare (camminate, esercizi assistiti);
- Controllo dell’alimentazione e assunzione corretta di farmaci;
- Assistenza post-operatoria in caso di fratture pregresse;
- Prevenzione delle cadute con piccoli interventi sull’ambiente domestico.
In più, il supporto psicologico e relazionale è spesso ciò che fa la vera differenza: una presenza attenta, rispettosa e continua può restituire sicurezza, fiducia e voglia di muoversi anche alle persone più fragili.
Prevenire l’osteoporosi non è solo una questione medica. È un atto d’amore verso il proprio corpo, il proprio futuro e la propria libertà di vivere ogni giorno con dignità e autonomia, anche e soprattutto in terza età.


