Cambio dell’ora e gli effetti sulla salute: come affrontare il cambio e quali sono i consigli per un buon adattamento secondo gli esperti di Sonnocare

Nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre, l’Italia tornerà all’ora solare: alle ore 3:00 gli orologi dovranno essere spostati indietro di sessanta minuti.

Un gesto abituale che, per molti, segna semplicemente l’arrivo dell’inverno e la possibilità di dormire “un’ora in più”. Tuttavia, dal punto di vista fisiologico, questa variazione rappresenta una modifica reale dei ritmi biologici e può avere effetti tangibili su sonno, concentrazione e umore, soprattutto nei soggetti più sensibili.

A ricordarlo è Sonnocare (www.sonnocare.it), centro di Medicina del Sonno che rappresenta oggi una delle realtà di riferimento nella diagnosi e nel trattamento dei disturbi del sonno, che da anni promuove la cultura del riposo sano e la prevenzione dei disturbi del sonno.

Come spiegano gli specialisti del centro, “anche uno spostamento minimo dell’orologio biologico può influenzare la qualità del sonno e i livelli di energia di chi già presenta una certa vulnerabilità al cambiamento dei ritmi circadiani”.

 

Un piccolo spostamento che incide sul nostro orologio biologico

Il corpo umano è regolato da un meccanismo interno chiamato ritmo circadiano, un ciclo di circa 24 ore che scandisce le principali funzioni vitali: dal sonno alla secrezione ormonale, dalla temperatura corporea ai livelli di vigilanza.
Questo orologio interno è strettamente legato all’alternanza naturale tra luce e buio.

Quando l’esposizione alla luce cambia – come accade con il passaggio dall’ora legale all’ora solare – il cervello riceve segnali temporali diversi, e necessita di alcuni giorni per sincronizzarsi nuovamente.
Durante questo periodo di adattamento possono comparire insonnia transitoria, risvegli precoci, stanchezza mattutina, irritabilità e difficoltà di concentrazione.

Secondo gli specialisti del Centro Sonnocare, anche una variazione di appena sessanta minuti può influenzare la qualità del sonno, alterando i cicli fisiologici di veglia e riposo.
Chi soffre di apnee notturne, insonnia cronica o disturbi del ritmo circadiano può risentire maggiormente di questi effetti, con un impatto più evidente sulla qualità della vita quotidiana.

 

Prevenzione, educazione e salute del sonno: dati recenti e studi scientifici

Il Centro Sonnocare (www.sonnocare.it) è una struttura specializzata nella diagnosi, prevenzione e trattamento dei disturbi del sonno.
Con sede principale nell’area metropolitana di Napoli, il centro è un punto di riferimento in Campania e nell’ambito nazionale nel campo della Medicina del Sonno grazie all’esperienza dei suoi specialisti e all’utilizzo di tecnologie diagnostiche di ultima generazione.

Accanto all’attività clinica, Sonnocare promuove iniziative di divulgazione e prevenzione, con l’obiettivo di diffondere la cultura del sonno sano e di accrescere la consapevolezza della popolazione sui rischi associati alla privazione o alla frammentazione del sonno, una condizione che secondo le stime più recenti interessa oltre il 30% degli adulti italiani.

Nel 2025, diverse analisi confermano che il sonno resta una priorità di salute pubblica: lo studio della National Sleep Foundation “Sleep in America Poll 2025” riporta che 6 adulti su 10 non raggiungono regolarmente il sonno raccomandato, con difficoltà di addormentamento e mantenimento del sonno riferite da circa 2 persone su 3 (68–70%). Quasi 4 adulti su 10 ottengono punteggi complessivi scarsi nella salute del sonno. (fonte National Sleep Foundation )

Sul fronte italiano, fonti istituzionali e rassegne 2024–2025 riportano che circa 12 milioni di italiani presentano disturbi del sonno e circa il 30% dorme meno di 6 ore a notte, con maggiore impatto su donne, residenti nel Mezzogiorno e over-65. Queste stime sono state riprese da primarie testate e fanno riferimento a dati AIMS/ISS più recenti disponibili. (fonte Sky TG24)

Riscontri locali emergono anche da studi italiani pubblicati nel 2025: in un’indagine su popolazione generale (Alto Adige/Südtirol) il 28% ha riportato durate di sonno ≤6 ore e il 17,8% una qualità del sonno scadente, confermando la diffusione del problema anche a livello regionale.(fonte PubMed)

Nel 2025 ha fatto discutere anche il tema “ora legale/ora solare” e salute circadiana: un gruppo di Stanford ha modellato gli effetti delle diverse opzioni orarie, stimando che la permanenza all’ora solare (standard time) potrebbe ridurre la prevalenza di obesità (−0,78 punti percentuali) e ictus (−0,09 p.p.) negli USA, sostenendo l’allineamento con la biologia circadiana (dato da interpretare nel contesto dei limiti modellistici). Tale direzione è coerente con la posizione dell’AASM (American Academy of Sleep Medicine), che da anni indica l’ora solare permanente come la più favorevole alla salute pubblica. (fonte Stanford Medicine)

 

Gli esperti del centro sottolineano come il sonno rappresenti una funzione biologica fondamentale per il corretto equilibrio dell’organismo, influenzando memoria, concentrazione, stabilità emotiva, metabolismo e salute cardiovascolare.
Un sonno regolare e di qualità – spiegano – è un elemento essenziale di benessere e prevenzione, e merita la stessa attenzione riservata ad altri aspetti della salute quotidiana.

 

Come affrontare il cambio dell’ora in modo equilibrato

Gli esperti Sonnocare sottolineano che, nella maggior parte dei casi, l’organismo si adatta spontaneamente al nuovo orario nel giro di pochi giorni. Tuttavia, seguire alcune semplici regole di igiene del sonno può rendere il passaggio più dolce e prevenire disturbi temporanei.

  1. Regolarità degli orari: mantenere costanti i momenti di addormentamento e risveglio, evitando di prolungare il sonno al mattino anche nei giorni liberi.
  2. Esposizione alla luce naturale: approfittare della luce del giorno, in particolare al mattino, per stimolare la sincronizzazione del ritmo circadiano.
  3. Limitare gli stimoli serali: ridurre l’uso di dispositivi elettronici, evitare bevande eccitanti e pasti pesanti nelle ore che precedono il sonno.
  4. Ambiente confortevole: una stanza silenziosa, fresca e con poca luce favorisce il rilassamento e un riposo più profondo.
  5. Ascoltare i segnali del corpo: se le difficoltà di sonno persistono oltre una settimana, è consigliabile rivolgersi a uno specialista del sonno per una valutazione mirata.

 

Un’occasione per riscoprire il valore del sonno nella vita quotidiana

Il ritorno all’ora solare può diventare un momento utile per riflettere sulla qualità del proprio riposo e sull’impatto che esso ha sul benessere generale.
Numerosi studi scientifici dimostrano che un sonno regolare e di buona qualità riduce il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, diabete, depressione e declino cognitivo precoce.

La privazione di sonno, anche se lieve ma cronica, compromette la capacità decisionale, l’umore e la produttività, aumentando il rischio di incidenti domestici o lavorativi.
Promuovere una corretta cultura del sonno, dunque, non è soltanto un gesto di salute individuale, ma un atto di prevenzione collettiva.

In conclusione, il cambio dell’ora ci ricorda che il tempo, nel suo scorrere quotidiano, non è solo un fatto di orologi ma anche di equilibrio fisiologico.
Dormire bene significa vivere meglio, e per molti può essere la chiave per ritrovare energia, lucidità e stabilità emotiva.

“Ogni stagione offre l’occasione per prendersi cura di sé.
Questo ritorno all’ora solare può essere l’invito giusto a riconsiderare le proprie abitudini di sonno e a cercare un nuovo equilibrio con il proprio corpo”, concludono gli esperti Sonnocare.

 

Comunicato stampa a cura di
Sonnocare – Centro di Medicina del Sonno.
Per informazioni e interviste: redazione@sonnocare.it
www.sonnocare.it

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